Didascalia
A ventun anni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Codice dell’Amministrazione Digitale continua a rappresentare il pilastro su cui si fonda la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana. Nel 2025, in occasione dei vent’anni del CAD, abbiamo pubblicato su questa piattaforma l’articolo “I Venti Anni del CAD: il viaggio della PA dall’informatizzazione alla transizione al digitale”, ripercorrendo il cammino che ha portato la Pubblica Amministrazione dagli anni dell’informatizzazione dei procedimenti alla vera stagione della transizione digitale.
In questi anni il CAD ha accompagnato un cambiamento profondo della macchina pubblica, andando ben oltre la semplice digitalizzazione delle pratiche amministrative. Ha introdotto il principio del digital first, definito il valore giuridico del documento informatico, disciplinato identità digitali, firme elettroniche, interoperabilità, piattaforme nazionali e diritti di cittadinanza digitale. Attorno al CAD si sono sviluppati SPID, pagoPA, ANPR, IO, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati e gran parte delle infrastrutture che oggi costituiscono l’ecosistema digitale pubblico italiano.
Negli ultimi anni il Codice si è inoltre evoluto per recepire le trasformazioni introdotte dal PNRR e dal contesto europeo. Con le modifiche introdotte dal Decreto Legge 19/2026, convertito nella Legge 50/2026, è stato finalmente rafforzato anche il principio del once only, uno dei cardini della modernizzazione amministrativa europea: cittadini e imprese non devono più fornire alla PA dati e informazioni già in possesso di altre amministrazioni.
Ma proprio questa evoluzione continua ha reso nel tempo il quadro normativo sempre più articolato. Aggiornamenti successivi, integrazione di regolamenti europei, linee guida tecniche, norme sulla cybersicurezza e nuove piattaforme nazionali hanno progressivamente stratificato il sistema. Il risultato è un CAD sempre più centrale, ma anche più complesso da interpretare e applicare, soprattutto per chi deve tradurre quotidianamente le norme in processi organizzativi, servizi digitali e scelte tecnologiche.
È in questo contesto che assume particolare rilevanza la Legge 10 novembre 2025, n. 167, che introduce un nuovo modello di semplificazione normativa basato sulla revisione periodica delle discipline strategiche per il Paese. Tra queste rientra anche il Codice dell’Amministrazione Digitale.
La legge prevede un percorso strutturato di revisione e aggiornamento del CAD fondato su consultazioni pubbliche, raccolta di contributi da parte di amministrazioni, cittadini e operatori del settore e successivi interventi di coordinamento normativo. Un approccio importante perché riconosce che la trasformazione digitale della PA non può essere costruita soltanto attraverso norme calate dall’alto, ma richiede il contributo di chi vive ogni giorno le complessità operative della digitalizzazione pubblica.
L’obiettivo è duplice: da un lato semplificare il quadro regolatorio riducendo frammentazione, sovrapposizioni e complessità applicative; dall’altro aggiornare il CAD rispetto alle grandi trasformazioni in corso a livello europeo e nazionale.
Tra i temi oggi al centro della revisione emergono:
Per raccogliere contributi e proposte operative è stata aperta una consultazione pubblica nazionale sul futuro del CAD. Il questionario, disponibile sul portale ParteciPa fino al 29 maggio 2026, rappresenta un passaggio particolarmente importante perché offre a enti pubblici, professionisti, imprese e operatori del settore la possibilità di contribuire concretamente alla definizione delle priorità di revisione del Codice.
Partecipare non significa soltanto compilare un questionario. Significa portare all’attenzione del legislatore le criticità che le amministrazioni affrontano ogni giorno, evidenziare gli ostacoli ancora presenti nei processi di digitalizzazione e contribuire alla costruzione di un CAD più semplice, coerente e realmente applicabile.
Il questionario, in coerenza con la Legge delega, individua le principali aree di possibile intervento e chiede di indicare le priorità rispetto a temi centrali per il futuro della PA digitale:
Per gli enti locali questa fase è particolarmente delicata e importante. Negli ultimi anni Comuni, Province, Regioni e società in house hanno affrontato percorsi complessi di adeguamento legati al cloud, all’interoperabilità, alla cybersicurezza, alle piattaforme abilitanti e alla digitalizzazione documentale. Le modifiche al CAD potrebbero incidere direttamente sull’organizzazione dei servizi, sui sistemi gestionali, sui modelli di interoperabilità e sugli adempimenti che caratterizzeranno la PA digitale dei prossimi anni.
Per questo motivo è fondamentale che chi opera quotidianamente nella trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione partecipi attivamente al confronto. RTD, dirigenti, segretari comunali, operatori ICT, fornitori tecnologici e professionisti della digitalizzazione pubblica possono offrire un contributo essenziale per costruire un CAD più vicino alle esigenze reali dei territori e più sostenibile dal punto di vista operativo.
La partecipazione è importante soprattutto oggi, quando le modifiche sono ancora in fase di definizione e le esperienze concrete delle amministrazioni possono davvero influenzare le scelte future. Un CAD costruito ascoltando chi ogni giorno gestisce servizi, piattaforme, dati e documenti digitali sarà inevitabilmente un CAD più efficace.
Invitiamo quindi i lettori non solo a partecipare alla consultazione pubblica, ma anche a utilizzare il forum di discussione per condividere esperienze, criticità, esigenze operative e proposte di miglioramento. La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione passa anche dalla capacità di costruire insieme regole più semplici, interoperabili e sostenibili per tutti gli enti, soprattutto quelli locali.